La piccola Liegi, che si disputa ininterrottamente dal 1936, eccezion fatta per il 1940, anno in cui non si è disputata a causa del secondo conflitto mondiale, si svolge nella regione della Vallonia, la regione più a sud delle 3, assieme a Fiandre e Bruxelles, che compongono il Regno del Belgio.
Il Belgio è un paese federalista, sede di 3 comunità distinte dalla lingua, fiamminga a nord, francofona a sud e germanofona a sud-est, che sono profondamente divise e sono dotate di ampi poteri legislativi nel territorio di propria competenza.
Dopo questo breve escursus culturale alla Bulbarelli, parliamo della corsa.
200 km di gara da Charleroi a Huy, che avrà il suo momento topico, senza dubbio, proprio sul muro di Huy, o semplicemente "il muro", l'ultimo dei dieci cotes da affrontare, noto anche come Chemin des Chapelles a causa delle sette cappelle che si trovano lungo il cammino.
"Il muro", che verrà affrontato 3 volte, ha una lunghezza di 1,3 km, per 128 m di dislivello, con una pendenza media del 9,8 % ed una massima del 26, ed alla cima dello stesso è posto il traguardo.
Da notare che il kilometraggio limitato, 60 km in meno della Liegi, farà si che alle pendici del "muro" si ritroveranno tanti corridori e si scatenerà quindi la lotta per le posizioni di testa.
Per i "nostri" colori, resta da vedere se Frank Schleck, dopo l'amaro secondo posto dell'Amstel, salvaguarderà la gamba per la Liegi, vero obbiettivo di questo inizio di stagione, oppure non si lascerà scappare l'occasione di vincere una Classica, ingiustamente non inserita nel calendario Pro Tour (sappiamo che l'incompetenza dell'UCI ha ormai raggiunto livelli barzellettiani).
Per Andy invece la Freccia è l'ultima occasione per mettersi in mostra prima della Liegi, a cui ci ha confidato di tenere in modo particolare, anche se sembra che abbia concentrato la preparazione per il Tour de France, ma chissà che non abbia in mente di farci una gradita sorpresa. Forza Ragazzi!!!
4.23.2008
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